TORINO |
Cultura di Base nasce per rispondere a una sfida innovativa: sperimentare l’apertura di ambulatori di una selezione di medici di medicina generale dell’ASL Città di Torino in luoghi di cultura, diffusi sul territorio cittadino, quali musei, biblioteche e poli culturali della città. Luoghi caratterizzati da un’architettura intensa, di riconosciuta qualità architettonica progettuale e in grado di comunicare emozioni.
Il progetto intende verificare come un’esperienza di cura all’interno di un luogo ad architettura intensa possa comportare la riduzione dello stress dell’attesa correlato e indotto al dover sostare in un ambiente non confortevole e come possa contribuire all’aumento del benessere e del comfort psico-fisico delle persone in cura e dei curanti stessi, migliorando la loro relazione e l’alleanza di lavoro.
L’iniziativa coinvolge i medici di medicina generale di Torino e con questa scelta intende garantire una partecipazione vasta ed eterogenea di cittadini. Il luogo in cui il medico di famiglia opera, solitamente, è l’ambulatorio, che rappresenta anche il primo spazio di cura che si incontra in un percorso di malattia e salute; il primo punto di contatto tra paziente e Sistema Sanitario Nazionale. Un luogo caratterizzato da attesa, contatto, relazione. Nonostante ciò, gli ambulatori dei medici di famiglia sono poco considerati nelle esperienze di umanizzazione dei luoghi di cura, e sono spesso non progettati, ma adattati alle esigenze del medico a partire da funzioni abitative.
Il ruolo dell’experience designer
L’esperienza dell’architettura viene “aumentata” grazie al contributo di un user experience designer, coinvolto nel mettere a punto un format esperienziale per pazienti e medici, a partire da bisogni reali e aspettative all’interno di modelli di riferimento comportamentali, interpretativi ed emotivi già esistenti nel vissuto del paziente e del medico.
Dall’analisi delle aspettative, dei rituali comportamentali della visita e del possibile discomfort legato alla delocalizzazione, deriva la progettazione dell’esperienza. Medici e pazienti saranno guidati e accompagnati nell’esperienza da un mix di soluzioni e supporti di comunicazione, di interpretazione di flussi e spazi e di soluzioni allestitive.
La sperimentazione è durata 180 giorni di lavoro, da maggio a ottobre 2022, coinvolgendo 7 medici di famiglia e 65 volontari e coprendo un totale di 1.500 pazienti partecipanti su un totale di 10.500 coinvolti.
A questa fase segue quella di valutazione dell’impatto, affrontata da un punto di vista qualitativo e quantitativo attraverso tre tipi di valutazione: i questionari compilati dai pazienti, l’osservazione istituzionale diretta da parte di esperti in processi relazionali consci e inconsci tra gli individui e la raccolta di interviste in profondità che darà vita al racconto etnografico del progetto. Gli esiti saranno presentati in occasione di un evento aperto a tutte e tutti.