TORINO |
QUANDO
ore 10:00 – 17:00
pausa pranzo 13:00 – 14:00
DOVE
Circolo del Design
Via San Francesco da Paola 17, Torino
ACCESSO
A pagamento
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→ Prossimo workshop: The Politic of Play con Gabriel Fontana
8, 9, 10 maggio 2026
Storicamente, il design ha contribuito in modo significativo a rendere invisibili i meccanismi di sfruttamento e le loro conseguenze sulla vita umana e più-che-umana. Quando acquistiamo oggetti di uso quotidiano, come un capo di abbigliamento, raramente incontriamo le loro traiettorie: il lavoro che li ha prodotti, le mani coinvolte, l’impatto ambientale della loro realizzazione. In questo senso, il design ha avuto un ruolo cruciale nel declino della consapevolezza relazionale, alienando le condizioni materiali, sociali ed ecologiche che sostengono la vita.
Nel contesto dell’accelerazione delle crisi ecologiche e sociali, il design ha iniziato a non sottrarsi più alle proprie responsabilità. Affrontare questioni di giustizia sociale ed ecologica richiede uno sguardo critico sul lavoro, sull’estrazione dei materiali e sulle condizioni diseguali entro cui il design opera.
Il workshop pone alcune domande chiave: cosa significa affrontare la giustizia ambientale e sociale attraverso l’esperienza corporea? In che modo il design contribuisce alla separazione tra esseri umani e condizioni ecologiche della vita? E come le pratiche incarnate possono contrastare dualismi dominanti — come umano/non-umano, corpo/mente, natura/cultura — che sostengono sistemi estrattivi e sfruttanti?
Pratiche di movimento, ascolto, ripetizione e organizzazione spaziale diventano strumenti per riflettere sui ritmi del lavoro, sui flussi materiali e sulle relazioni di interdipendenza. Queste indagini incarnate rendono visibili processi di estrazione e produzione spesso normalizzati o occultati, mostrando come il danno ambientale e l’ingiustizia sociale siano distribuiti in modo diseguale tra corpi e territori. L’empatia cinestetica è esplorata come metodo per affrontare la complessità relazionale senza annullare le differenze.
Collegando teoria e pratica, il workshop invita a ripensare il design non come atto isolato di problem solving, ma come pratica incarnata di responsabilità, cura e coesistenza all’interno di mondi materiali condivisi. Il percorso si conclude con azioni performative collettive che traducono le intuizioni corporee in domande critiche e possibilità di trasformazione sociale ed ecologica.
Designer indipendente, movement artist e docente e ricercatrice che indaga le relazioni socio-politiche attraverso approcci embodied. Lavorando all’incrocio tra design relazionale, arti performative e pedagogie somatiche, la sua pratica mira a confrontarsi con le infrastrutture create dall’essere umano e a sovvertire i processi che generano dinamiche di potere e ingiustizia. Collabora con iniziative grassroots e con una vasta gamma di spazi culturali. I suoi lavori sono stati presentati in mostre, summit della società civile e forum pubblici, mettendo in dialogo pratiche sociali e artistiche. È visiting lecturer, tra gli altri, alla Bauhaus University Weimar e al Royal Conservatory di Anversa. Si è formata come fashion designer e ha conseguito un MFA nel 2018 presso il dipartimento di Social Design della Design Academy Eindhoven. Attualmente vive tra Germania e Turchia.
Non sono necessarie competenze pregresse né attrezzature particolari.
I workshop saranno tenuti in lingua inglese.
Costo singolo workshop
● Intero 90 euro
● Under 26 60 euro
Combo due workshop (Tauchmann + Fontana)
● Intero 160 euro
● Under 26 120 euro
Per partecipare è richiesta la tessera associativa annuale del Circolo del Design al costo di 10 euro.
Per iscriverti compila il form.
Appuntamento realizzato in partnership con il Master Social Ecological Design di IED Torino
